17Feb/15
iceberg

20.000 leghe sotto i mari, (breve) viaggio nel deep web

“Come è profondo il mare” recita il titolo-ritornello di una soave canzone di Lucio Dalla che ben si addice ad introdurre il contenuto di questo post. Se è vero infatti che Internet è come un mare magnum, nel quale navigano alla ricerca di informazioni miliardi di utenti, non possiamo che esclamare anche noi: “quanto è immenso e profondo il mare!”

Ma quanto è sconfinato questo mare digitale nella navigazione del quale ormai quotidianamente non possiamo fare a meno di perderci?

Una ricerca del 2000 della Bright Planet, un’agenzia che si occupa di raccolta dati, ha stimato circa 600 miliardi di documenti presenti nel Web. Ciò che molti ignorano, però, è che di questi, solo circa un 1% è visibile agli utenti perché indicizzato dai motori di ricerca, mentre il restante 99% di documenti non sono accessibili ai crawlers degli stessi e quindi risulta invisibile, praticamente inesistente per il web di superficie: è il cosiddetto deep web (o darknet).

Come è possibile?

A partire dall’avvento di Internet nel 1993, anno in cui il CERN di Ginevra rende pubblico il WWW dando origine all’Internet che tutti utilizziamo, nel corso degli anni parallelamente ad esso si è sviluppata una Rete denominata Onion. Sconosciuta ai molti questa sorellastra di Internet è nata per proteggere con un sistema di criptazione a strati dei dati (da qui il nome Cipolla) le comunicazioni della marina statunitense.

Successivamente anche molte associazioni non governative, al fine di difendere i diritti e le libertà digitali, ne hanno sostenuto lo sviluppo perché essa si diffondesse e proliferasse anche al di fuori dell’ambito militare.

Ad oggi la proporzione tra il mondo digitale accessibile e quello sommerso è schiacciante. Ciò che un utente raggiunge con le sue ricerche attraverso i comuni motori è solamente la piccola punta di un iceberg.

Al di sotto c’è un mondo immenso.

Un mondo completamente anonimo. Chiunque può accedere alla rete Onion attraverso un client specifico che protegge l’utente dall’analisi del traffico attraverso un sistema di rimbalzi su server sparsi per la rete.

Lo scopo primario di questo client, denominato Tor, è nobile e condivisibile: protezione della privacy, riservatezza della comunicazioni, accessibilità dei servizi; esso nasce infatti con l’intento di salvaguardare la privacy degli utenti, anche nella rete Internet, permettendo una navigazione non tracciata dai motori di ricerca e bypassando la censura imposta in molti stati. Ma di fatto esso è diventato il portale di accesso per l’oscuro mondo parallelo: la rete con il dominio .onion.

E nella rete Onion non esistono censure né limitazioni né regole. Di conseguenza se da un lato possiamo immaginare una maggiore libertà di circolazione delle informazioni, dall’altro, pleonastico specificarlo, questo è l’ambiente perfetto per il proliferare del lato oscuro e di qualsiasi genere di illegalità.

Nel deepweb circola di tutto, non esistono limiti, è la giungla dell’anonimato; esiste persino una moneta propria,  il bitcoin, con cui si possono portare a termine gli affari più loschi.

Cosa c’entra tutto questo con noi che navighiamo in superficie?

Soprattutto nell’era della socializzazione, dello sharing di dati personali sotto forma di video e immagini e di una generale minore attenzione alla propria privacy, per i naviganti del mare di sopra, non si può non avere consapevolezza di questo mondo sommerso, non si può ignorare la presenza di questo traffico invisibile e anonimo. A maggior ragione occorre essere vigili e mantenere il più possibile una condotta accorta di protezione e riservatezza dei propri dati.

Qualsiasi Internauta che si accinge a navigare nel mare infinito del Web, deve aver ben presente che quella che vede affiorare in superficie, è solo la punta di un iceberg, contro cui è meglio non scontrarsi.

27Gen/15
Lato Scuro - Centro Asteria

Educazione digitale: incontri gratuiti

Lunedì 2 febbraio alle ore 18,00 presso il centro Culturale Asteria di Milano è previsto l’incontro per genitori e docenti nell’ambito del progetto “Internet Sicuro: il lato oscuro del web”

Durante l’incontro la formatrice Katia D’Orta con la collaborazione del dott. Roberto Salvato esporrà le buone pratiche nell’uso del web, delle nuove tecnologie della comunicazione per evitare i pericoli della rete e risponderà alle domande dei genitori.

L’incontro è gratuito.

L’appuntamento è inserito nell’ambito della Settimana dell’educazione che si svolgerà presso l’Istituto Cocchetti di Milano dal 2 al 9 febbraio che prevede degli incontri gratuiti rivolti a docenti, educatori e genitori sul tema dell’educazione digitale.

Scarica la locandina con tutti gli appuntamenti

Per maggiori informazioni:

ISTITUTO COCCHETTI – V.le G. da Cermenate, 4 – 20141
Milano tel. 0289500500 www.cocchetti.it

CENTRO CULTURALE ASTERIA – P.zza Carrara, 17.1—20141
Milano tel. 028460919
www.centroasteria.it

 

27Gen/15
Educazione digitale

Il valore della prevenzione dei corsi di educazione digitale

Il post di oggi è dedicato ai casi di studio esaminati durante i corsi di educazione digitale svolti nelle scuole di Orbassano (To). Negli anni scorsi sono emersi diversi casi che hanno richiesto l’intervento di un professionista psicologo.
Per questa ragione è stata coinvolta la dott.ssa Elisabetta Carnero che in collaborazione con la dott.ssa Katia D’Orta interviene direttamente ogni qual volta si presentino problemi legati a sexting, cyberbullismo e disagi emotivi-relazionali.


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22Gen/15
CC by Paul Walsh

“Non ho l’età”- Accompagnare gli adolescenti ad un uso consapevole dei Social Network.

Ad oggi, ma la situazione potrebbe in un futuro ravvicinato cambiare rapidamente, l’età minima per iscriversi alle principali piattaforme di socializzazione digitale, è tredici anni.

In realtà è esperienza diffusa la facilità con cui ragazzini ben più giovani falsifichino la propria data di nascita, spesso con il benestare di mamma e papà, per iniziare l’esperienza Social anni prima del limite imposto.

Ma qual è l’età giusta per utilizzare questi strumenti di socializzazione digitale?

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09Gen/15
Incontri on-line - pericoli per ragazzi

Adolescenti: “Oggi incontro uno sconosciuto!”

Come già detto, l’età minima per iscriversi ai social network è 13 anni.

Spesso gli adolescenti mentono sull’età per poter iscriversi anche prima.
Ho la presunzione di dire che sta diventando la norma, non l’eccezione.

E i genitori? Lo sanno?

Spesso i genitori ne sono informati e aiutano i figli a portare a termine l’iscrizione.
E’ un fatto grave se si pensa che in questo modo insegnano ad aggirare le regole facendogli capire che non sono importanti.

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10Dic/14
Immagine di Daniela Hartmann © alles-schlumpf

Facebook: 5 buoni motivi per non accettare richieste di amicizia di sconosciuti

Abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog Valeria Laurenti, una ragazza con cui condividiamo la voglia di diffondere l'educazione digitale.
Valeria è laureata in psicologia e si occupa di formazione, orientamento professionale, bilancio di competenze, outplacement, coaching, scrittura creativa (Storytelling Therapy) e pedagogia della comunicazione (anche digitale).
Sono contenta che abbia deciso di inaugurare il suo primo articolo su questo blog affrontando un argomento come quello delle richieste di amicizia su Facebook da parte di sconosciuti perché anch'io continuo ad esserne bersaglio.
Benvenuta Valeria e grazie per la disponibilità!
Katia D'Orta

Se siete tra quei 28 milioni di italiani che hanno un account su Facebook e tra quei 17 milioni di concittadini che lo utilizzano almeno mensilmente (11° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione), sicuramente avrete vissuto anche voi l’esperienza di ricevere richieste di amicizia “sospette”.

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