Le trappole social

Non nascondiamoci! I social network sono entrati nella nostra vita. Secondo le stime dell’ Osservatorio di Vincenzo Cosenza almeno 24 milioni di italiani consultano Facebook  e 11 milioni consultano Instagram, quotidianamente.

E’ arrivato il momento di capire bene quali sono le trappole social alle quali dobbiamo prestare attenzione.

Eccone alcune.

Clickbait

Il clickbait è, di solito, un titolo sensazionale che fa leva sulle vostre emozioni; vi farà venire voglia di cliccare immediatamente il link per leggere una notizia sensazionale. In realtà, la maggior parte delle volte, questi titoli vengono costruiti ad arte affinché possano portare degli introiti pubblicitari e “spingere” le persone ad aumentare le condivisioni.
Il mio consiglio è leggere la notizia e capire se può essere utile ad altre persone invece di condividerla direttamente, attirati dalle prime righe che suscitano scalpore.

Fake News

La parola Fake News (Notizia fasulla) dovrebbe già farci rabbrividire. E’ un ossimoro: una notizia rappresenta secondo Treccani “una conoscenza, come acquisizione o possesso di una cognizione, relativamente a cose, fatti o persone“. La conoscenza dovrebbe far pensare ad un informazione veritiera, non ad una falsa!

Le Fake News, in italiano vengono chiamate anche “Bufale mediatiche”, sono articoli spesso creati per ingannare il pubblico di riferimento che possono avere diversi obiettivi (economici, diffamatori, allarmistici, ecc)

La sostanza è  che non tutto quello che leggiamo su Internet corrisponde al vero.

La fonte dalla quale leggiamo comincia a costituire un punto fondamentale per capire se un articolo è vero oppure è falso. Tralasciando la misinformazione (la divulgazione di notizie false fatta in buona fede, diramata senza lo scopo intrinseco di rendere virale un contenuto falso), le testate giornalistiche riconosciute (cioè dei periodici registrati secondo la legge) hanno sicuramente più credibilità di blog aperti da poco.

Esempio di “bufala”

Controlliamo la notizia prima di diffonderla sui social network  facendo un giro sul motore di ricerca. Se la notizia viene riportata da più agenzie di informazione come ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata), Reuter, Adnkronos, ecc. probabilmente la notizia sarà vera.

Ricordiamoci che attualmente la nuova tecnologia offre la possibilità di manipolare sia filmati che immagini senza che il fruitore se ne renda conto. Non illudetevi che una notizia sia vera solo perché “L’avete vista con i vostri occhi su Facebook”. Tutto è più complicato di così.

Vi segnalo, per esempio Fake App, un’applicazione che rende possibile la creazione di video fasulli sostituendo i volti e rendendo tutto molto credibile.
Ricordiamo che la manipolazione di video sta diventando un’emergenza tale che il  Ministero della Difesa degli Stati Uniti ha messo a punto proprio recentemente un software di Intelligenza Artificiale in grado di riconoscere i video falsi.

Ricordatevi che finire un post con “Condividi se sei indignato” potrebbe rappresentare un chiaro messaggio di “Bufala in corso”

Catene di Sant’Antonio

Le moderne Catene di Sant’Antonio sono quelle che riguardano la diffusione di messaggi  mediante social network tramite la condivisione e di solito fanno leva sul sistema emozionale promettendo morti, sciagure o semplicemente chiedendo aiuto per bambini malati, animali feriti o altro.

Esempio di Catena:

“Giralo per favore bimbo di 17 mesi necessita di sangue GRUPPO B POSITIVO per LEUCEMIA FULMINANTE. TEL.XXXXXXXXX   FAI GIRARE LA MAIL E’ URGENTE E IMPORTANTE SE LA FERMI SEI UN MOSTRO”

La frase finale “Se la fermi sei un mostro” dovrebbe farci riflettere immediatamente.

Articoli datati

Quando condividiamo un articolo è importante guardare la data di pubblicazione.
Anche una notizia vera ma con una data molto vecchia può creare dei disagi. Per fare un esempio recentissimo, il crollo del ponte “Morandi” di Genova ha fatto in modo che i social network fossero invasi da notizie inerenti ponti crollati creando ulteriore agitazione e dando l’impressione che diversi ponti in Italia fossero crollati nei giorni successivi alla tragedia.

Quanti di voi sono caduti in uno di questi tranelli?

Il mio consiglio da alcuni anni è sempre lo stesso “Posta con la testa!”.
Prima di pubblicare qualcosa controlliamo bene. Un social network migliore dipende da ognuno di noi.

 

 

 

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