filmato

Il rapporto genitori-figli tra realtà, finzione e nuovi media

Il 20 maggio avrà luogo a Torre Pellice alla Galleria Scroppo la presentazione del lungo percorso di realizzazione del video “Genitori e figli cercasi”, prodotto dall’Associazione Genitori Valpellice in collaborazione con genitori, ragazzi e docenti dell’IC Rodari di Torre Pellice, con il Gruppo Teatro della Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni e con altri soggetti, per la regia del prof. Sergio Brero.

Si tratta di un momento importante per avviare un percorso di sensibilizzazione verso l’uso consapevole dei nuovi media.

Il GRUPPO FUTURA-MENTE ha il piacere di presentarvi i principali aspetti contenuti nel filmato “Genitori e figli cercasi”.

Il filmato è costituito da una scena introduttiva, a cui seguono sette storie, alternate e in parte collegate tra loro, e una scena finale. Le storie sono in parte raccontate attraverso pensieri, riflessioni tra sé e ricordi dei personaggi. Esse presentano alcuni aspetti riguardanti i rapporti che i protagonisti vivono con se stessi e nei confronti di chi li circonda, in particolare trattano il rapporto genitori-figli da diversi punti di vista e, per certi aspetti, il ruolo che i nuovi media hanno in queste relazioni.

SCENA INTRODUTTIVA

Inizialmente i principali protagonisti delle diverse storie si trovano all’interno di una grande sala poco illuminata (da
interpretare come stanza simbolica). Essi stanno compiendo alcune azioni che in qualche modo ritorneranno nel corso
del filmato. A livello sonoro si sentono diverse voci sovrapposte che raccontano in prima persona un proprio vissuto. I
personaggi ad uno ad uno, escono di campo (per sottrazione anche le loro voci man mano svaniscono). L’ultima a rimanere è una donna (sulla quarantina di età), la quale viene avanti verso l’obiettivo fino all’impallamento.

I STORIA

A partire da un altro impallamento la donna entra in campo di spalle e si siede su una poltrona sul lato sinistro
dell’inquadratura; in secondo piano ci sono un padre (Francesco) e un figlio (Alessandro) alle prese con un videogioco.
Tiziana (questo è il suo nome) esprime la propria preoccupazione rispetto al marito un po’ troppo “adolescente”, il quale sembra assecondare spesso il comportamento poco responsabile del figlio. Il suo giudizio è severo nei confronti di Francesco, allo stesso tempo si rende conto della sua rigidità, forse dovuta anche a un po’ di invidia e al suo passato difficile come figlia.

II STORIA

Un uomo, Mario, sui 45 anni, portati piuttosto male, è seduto su una sedia accanto ad un piccolo tavolo da cucina, apparecchiato per la cena (sulla tovaglia ci sono piatti, bicchieri, una bottiglia d’acqua e del pane), mentre aspetta che la figlia Barbara rientri. Durante l’attesa, parla al telefono con una persona che potrà essere d’aiuto alla figlia. Nella comunicazione alterna momenti diversi, a seconda dello stato d’animo: tenerezza, severità, accondiscendenza, disarmo ed impotenza. Nel corso del racconto il padre esprime anche le sue preoccupazioni rispetto al look della figlia,
la quale ultimamente si sta vestendo e truccando in modo più provocante (influsso Dark); e in riferimento al fatto che qualche giorno prima è venuto a conoscenza di un video che la figlia e una sua amica hanno pubblicato su internet, finalizzato ad attirare l’attenzione del pubblico del web su di loro …

III STORIA

Questa situazione è raccontata da Luca, un figlio che esprime da una parte la sua voglia di trasgressione (influsso Hippie) e dall’altra la sua fragilità. Il papà, con il suo rifiuto verso le nuove tecnologie e le forme di trasgressione, si scontra e si impone nei confronti del figlio, mentre la mamma, più debole, cerca di giustificarsi alleggerendosi delle responsabilità quando è sola con il figlio. Il ragazzo tende così a lasciarsi andare agli eccessi del fumo e dell’alcol.

IV STORIA

Questa storia, raccontata da un figlio (Michael), presenta una situazione famigliare in cui i genitori sono poco presenti e un po’ contraddittori quando ci sono (combattuti tra il dare delle regole e l’essere accondiscendenti, poiché si sentono in colpa). Il figlio (influsso cool fighetto), nonostante vada bene a scuola (anche studiando poco) presenta presenta alcuni comportamenti da cyberbullo. A casa vuole approfittare della situazione per farsi acquistare uno smartphone nuovo e costoso. L’unica che riesce ad essere più determinata nei confronti del ragazzo, dialogando con lui e dando delle regole coerenti, è la tata Clara (nei confronti della quale lo spettatore comprende che sta studiando per diventare educatrice …).

V STORIA

In questa storia la protagonista è Whany, figlia di una coppia di genitori in cui la mamma ha degli atteggiamenti di forti aspettative rispetto alla figlia (entrambe con influsso scene queen), e il papà musicista (il quale non appare
fisicamente) pur essendo spesso a casa si isola nel suo studio. La ragazza entra in conflitto con la mamma e preferisce tentare di raggiungere il “successo” insieme alla sua amica Baby.

VI STORIA

La storia presenta una ragazza emo, Mara, che ha qualche problema con la propria immagine ed è vittima di cyberbullismo. Ha due genitori che si pongono in modo diverso nei confronti della figlia e fanno fatica a mediare tra loro. In questa storia la ragazza decide di andare dai nonni con i quali sente di avere un rapporto più sereno.

VII STORIA
Questa storia (raccontata da una mamma) presenta due genitori che riescono in parte a mediare tra loro, ma nonostante questo emergono delle situazioni difficili con la figlia; nel caso specifico la ragazza chiede loro di uscire e fare tardi la sera, al suo ritorno la situazione non sarà semplice da affrontare; la mamma il giorno dopo deciderà come intervenire rispetto a quanto accaduto.

SCENA FINALE

Gli attori si ritrovano in una sala poco illuminata, dove le loro azioni si mescolano ad immagini e suoni; l’intera scena suggerisce allo spettatore diverse interpretazioni sulle relazioni tra i personaggi, i nuovi media, il mondo virtuale e quello reale.
Un aspetto interessante che si vuole ancora far notare è che nel mettere in scena le diverse situazioni i ragazzi sono stati stimolati sia a identificarsi-riconoscersi nei personaggi, con la consapevolezza di entrare a far parte del mondo della finzione, sia a identificarsi-riconoscersi con qualcosa di significativo che li caratterizza realmente nella loro vita, riportandolo come presenza all’interno della finzione. Ed è così che sono entrati a far parte delle scene e delle ambientazioni alcuni elementi che richiamano caratteristiche, legami e passioni, di ciascun ragazzo/a protagonista.

 

3 thoughts on “Il rapporto genitori-figli tra realtà, finzione e nuovi media

  1. Grazie di cuore Katia … noi speriamo che la pubblicazione sul tuo blog possa stimolare ancora altre persone a venire il 20 maggio. Ti ringrazio anche per l’intervento che farai alla sera dopo la proiezione del filmato.
    A presto.
    Sergio Brero

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