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Nuove tecnologie e cyberbullismo: incontro gratuito

Il 29 marzo 2017 alle ore 17.30 presso il Teatro Pertini di Orbassano (TO) in via Mulini 1 si svolgerà un incontro gratuito di educazione digitale sul tema “Nuove tecnologie e cyberbullismo”

Come è cambiato il rapporto dei ragazzi con le nuove tecnologie?
A che età ricevono il primo smartphone? Quali sono i social che utilizzano di più?

Queste sono solo alcune domande che abbiamo posto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado di Orbassano (TO) durante i corsi di educazione digitale all’interno delle scuole secondarie di primo grado di Orbassano svoltisi nell’ambito del progetto “Il lato oscuro del web” .

I ragazzi sono stati formati dalla dott.ssa Katia D’Orta, esperta di privacy e sicurezza digitale che quest’anno è stata affiancata dai ragazzi del Servizio Civile di Orbassano, Piossasco e Rivalta, coordinati dalla Dott.ssa Carmela Siena dell’ufficio comunicazione e promozione della Città di Orbassano.

L’incontro ha lo scopo di analizzare il rapporto tra i ragazzi e l’utilizzo delle nuove tecnologie e di fornire i principali strumenti conoscitivi e tecnici per garantire una navigazione in Internet consapevole, sia su personal computer che su smartphone, con particolare riguardo al fenomeno della privacy in relazione ai social network e alle community.

Scarica la locandina dell’evento

 

 

Alfabullo: il bullismo raccontato dai ragazzi

Molte volte su questo blog abbiamo parlato dei pericoli della rete: di cyberbullismo, di truffe, di disinformazione e altro. Ma tante volte ho voluto mettere in luce quanto la rete possa essere una risorsa e aiutarci a conoscere delle persone con le quali confrontarsi e aiutarsi in percorsi comuni.

La rete mi ha offerto l’opportunità di conoscere il dott. Roberto Salvato, pedagogista e ormai amico che condivide con me l’obiettivo di aiutare i ragazzi in difficoltà…lo facciamo in modi differenti ma l’obiettivo è sicuramente il medesimo.

Alfabullo: un progetto sul “bullismo” di Roberto Salvato

E’ con una certa soddisfazione, quindi, che oggi voglio parlarvi di “Alfabullo”, un nuovo progetto che ha come promotore Roberto Salvato e che si rivolge ai ragazzi delle scuole secondarie (2° Media),  alle aziende, alle istituzioni e associazioni presenti sul territorio.

Ma cos’è Alfabullo?

E’ un progetto che racconta di bullismo, di cura e di comunità civile.

Ma proviamo a spiegare il progetto con le parole del suo ideatore:

“Alfabullo è il nome del mio nuovo progetto, un progetto che si occupa di bullismo narrato, di costruzione di comunità civile,  di problemi e soluzioni immaginate.

Iniziamo subito col dire che Alfabullo nasce dall’unione delle parole “alfabeto” e “bullo”.

Il bullismo è un insieme di agiti fisici, verbali, tecnologici, “social”.
Il bullismo si manifesta attraverso i più disparati canali .

La mia idea è questa: che sotto ogni atto di bullismo si nascondano dei componenti elementari, come delle “lettere”, che combinati diano luogo alle sfumature più variegate di atti di prepotenza di qualcuno verso qualcun’altro.

Perchè in fondo di questo  si tratta: una forma di potere (presunto) che una persona deliberatamente rivolge contro un’altra persona e che si nutre spesso di un pubblico acclamante.

Oggi ogni nostro “atto” ha un potenziale pubblico mondiale grazie alla rete. Ecco che un gesto di bullismo, filmato e caricato in rete può avere effetti devastanti….ma vale anche il contrario.

Una soluzione, una storia raccontata, può avere il medesimo effetto perchè ha la stessa bocca di “fuoco”.

Volete saperne di più?

Qui troverete il sito di riferimento: www.alfabullo.it
Qui invece la pagina Facebook dove potrete rimanere aggiornati su tutte le iniziative: https://www.facebook.com/alfabullo/

Inoltre vi consiglio di seguire l’intervista di Roberto Salvato su www.radioagora21.com giovedì 2 marzo alle ore 18. Se volete porre delle domande tramite Whatsapp, lo potrete fare al numero 370.1359686.

Infine vi consiglio di dare un’occhiata alle illustrazioni bellissime del progetto a cura di Mariella Pera (http://www.gomtorino.com)

E voi cosa ne pensate? Le vostre osservazioni nei commenti, grazie!

05Ott/16
Punto a capo

Cyberbullismo: postiamo con la testa

Cyberbullismo? Una delle piaghe della nostra rete. Uno dei pericoli di cui mi “tocca” parlare quando entro nelle aule scolastiche ai ragazzi che sono connessi 24 ore su 24 alla rete. “Posta con la testa” è la frase più ricorrente alla quale faccio riferimento quando parlo di pubblicazione sui social network, quando parlo di privacy, quando parlo di netiquette.

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04Ott/15

Cyberbullismo

Spesso su questo blog abbiamo trattato il tema del cybebullismo.

Ho voluto scrivere un articolo molto semplice per chiarire questo fenomeno in continua espansione,  di cui sentiamo molto parlare, e legato alla diffusione di smartphone, tablet e computer.

Che cos’è?

Il cyberbullismo è una forma di bullismo che viene perpetrata utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione:

  • tramite sms
  • tramite social network (facebook, twitter, google plus, youtube…)
  • tramite telefonate
  • tramite applicazioni di messaggistica istantanea
  • siti di giochi online
  • forum

Lo scopo del cyberbullismo è intimorire, ridicolarizzare, far sentire in imbarazzo o escludere alcune persone da un gruppo.

Come?

Esistono diversi modi per praticare il cyberbullismo. Per la mia esperienza posso dire che i modi più comuni sono i seguenti:

  • condividendo immagini o video a sfondo sessuale della vittima su internet (sexting)
  • diffondendo pettegolezzi o informazioni false tramite internet
  • minacciando violenza fisica
  • rubando l’identità o creando un profilo falso (fake) con il fine di ridicolarizzare la vittima.

Caratteristiche

Cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche che contraddistinguono il cyberbullismo. A volte il confine tra il cyberbullismo e uno scherzo può sembrare molto labile. Impariamo a riconoscere i segnali.

  1. Materiale difficile da rimuovere: una volta pubblicate testo, foto e video su internet, la rimozione del materiale non è così semplice. La diffusione è rapida e se ne può perdere il controllo
  2. Sempre connessi: con la diffusione e l’accessibilità della tecnologia, il cyberbullo può raggiungere la sua vittima dovunque e in qualsiasi momento
  3. Mancanza di emotività: il cyberbullo non recepisce immediatamente il danno emotivo/psicologico che perpetra nei confronti della vittima. Non c’è un contatto visivo che restituisca le emozioni e reazioni della persona alla quale si è fatto del male
  4. Diffusione rapida: molte volte i materiali che danneggiano delle persone vengono appoggiati e condivisi e si assiste ad una moltiplicazione dei cyberbulli.
  5. Pubblicità e spettatori mondiali: il web non ridicolizza in un ambiente ristretto ma a livello mondiale. Ricordiamocelo. Gli spettatori di un video, immagine o altro sono potenzialmente infiniti.

Spesso gli adulti hanno difficoltà nel riconoscere la gravità del fenomeno.
Ricordiamo che il cyberbullismo è un reato e in quanto tale è punibile.

Vittime di cyberbullismo: i segnali

Non sempre gli adulti riescono a capire quando gli adolescenti sono vittime di cyberbullismo.

Tuttavia gli adolescenti esprimono il loro disagio tramite alcuni segnali quali per esempio la difficoltà a dormire, il poco appetito, la paura di essere presi in giro e difficoltà nei rapporti interpersonali.

I consigli

Si può fare qualcosa per arginare il fenomeno. I genitori hanno una grande responsabilità: insegnare la netiquette fondamentale di internet.
Ecco quali sono i miei consigli:

1) La vita reale e la vita online coincidono. Comportati nel web come nella vita reale: sii gentile e cortese.

Fate capire ai vostri figli che bisogna trattare le persone presenti sul web esattamente come si vorrebbe essere trattati. Essere irrispettosi aumenta la probabilità di diventare obiettivo di cyberbullismo.

2) Pensare prima di pubblicare

E’ necessario porsi qualche domanda per chiarirsi le idee prima di far circolare in rete le proprie considerazioni:

  • mi può danneggiare?
  • sto offendendo la sensibilità di qualcuno?
  • metto a rischio la mia sicurezza?
  • metto a rischio la mia privacy?

È meglio riflettere quando si condivide qualcosa di personale. Ogni nostra conversazione e informazione fornita sul web potrebbe essere copiata, decontestualizzata e resa pubblica da chiunque. Eliminare le informazioni già pubblicate non è così facile come si crede. Bisogna essere prudenti anche con persone conosciute tramite uno scambio di e-mail o in una conversazione privata (chat).

3) Non rispondere alle provocazioni

La cosa migliore da fare è ignorare le provocazioni, non fornendo risposta.

Se qualcuno dice o fa qualcosa online che mette a disagio, l’ideale è ignorare il messaggio e bloccare il mittente. Una vendetta di solito incoraggia il bullo a continuare le sue offese.

4) Segnalare il cyberbullismo

Parliamo con i ragazzi. E’ importante lavorare in un contesto di prevenzione.

Bisogna rassicurare i ragazzi che sono vittime di cyberbullismo che non è colpa loro ed è importante che i ragazzi capiscano che non devono rimanere in silenzio ma che devono riferire ai genitori, agli insegnanti o ad un adulto di cui si fidano se sono vittime online o tramite il loro telefono cellulare.

 

5) Mantieni segrete le password

Non sottovalutiamo le conseguenze relative alla diffusione di una password del social network o della posta elettronica che di solito sono relative alla divulgazione delle informazioni personali

 

6) Salvare le prove

Le forme più gravi di cyberbullismo devono essere segnalate alla polizia postale. In questo caso è indispensabile che i genitori aiutino a salvare le prove costituite da messaggi offensivi, immagini o copie di conversazione online.

7) Bloccare il proprio molestatore

Appena abbiamo il sentore di essere molestati, blocchiamo il profilo del nostro molestatore (su whatsapp, su Facebook, su Twitter, ecc)

E voi avete qualche altro suggerimento o volete raccontarci la vostra esperienza. Non esitate a contattarci o a commentare

27Gen/15

Il valore della prevenzione dei corsi di educazione digitale

Il post di oggi è dedicato ai casi di studio esaminati durante i corsi di educazione digitale svolti nelle scuole di Orbassano (To). Negli anni scorsi sono emersi diversi casi che hanno richiesto l’intervento di un professionista psicologo.
Per questa ragione è stata coinvolta la dott.ssa Elisabetta Carnero che in collaborazione con la dott.ssa Katia D’Orta interviene direttamente ogni qual volta si presentino problemi legati a sexting, cyberbullismo e disagi emotivi-relazionali.


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