Amore sul web

Le relazioni digitali

L’introduzione dei nuovi media deve farci riflettere su un aspetto importante che riguarda gli adolescenti. In età giovanile il distacco dai genitori e l’avvicinamento al gruppo di coetanei avviene anche tramite i media. Gli adolescenti si servono dei media digitali per instaurare e curare le relazioni sociali. In quell’ambiente virtuale si presentano e si raccontano, ricevendo in cambio il feedback dei loro amici virtuali, che a volte, ma non sempre, sono anche amici reali.

Questo processo contribuisce in modo considerevole alla costituzione e allo sviluppo dell’identità giovanile. Per questa ragione, oltre alla famiglia, alla scuola e al gruppo di coetanei, anche i media sono considerati un «fattore di socializzazione» importante.

“Le relazioni su internet”: digitando questa frase su un motore di ricerca si trovano davvero tantissimi risultati e soprattutto spunti di riflessione.

Diversi studi condotti recentemente hanno infatti indagato la percezione delle relazioni mantenute su internet e la diversità percepita dai protagonisti rispetto alle relazioni faccia a faccia. I principali quotidiani hanno pubblicato moltissimi articoli in merito; inoltre questo è un titolo di un tema presentato più volte come traccia per l’esame in ambito scolastico. Insomma è un argomento davvero molto attuale, vasto ed in continua evoluzione.

Conversazioni più informali e accessibili

Vediamo insieme, riassumendo, i principali dati emersi da queste ricerche.
Innanzitutto le conversazioni via rete verrebbero sentite come più informali e accessibili, in quanto per molti l’anonimato garantito da internet rende più facile parlare di sé.
Un altro aspetto importante pone l’accento sulla differenza tra identità ed immagine. 
La rete infatti offre la possibilità di non presentarsi direttamente e di costruire un’identità del tutto nuova sottolineando e dando importanza ad alcuni aspetti di sé e nascondendone altri (quelli che in genere si trovano meno interessanti e funzionali), costruendo così un’immagine non proprio conforme con quella reale, una sorta di identità idealizzata (chi vorremmo essere rispetto a chi siamo).
Chi utilizza la rete come mezzo di scambio sociale inoltre spesso dichiara di essere meno inibito, rispetto alle relazioni nel mondo reale, molte volte perché ci si sente maggiormente protetti e al sicuro soprattutto in merito al rischio di sentirsi rifiutati. Diretta conseguenza di ciò è la possibilità di un’espressione delle emozioni che a volte è sentita come più semplice, si avverte un minore rischio nel manifestare in modo diretto i propri vissuti affettivi. Inoltre a volte si può arrivare ad un livello di confidenza con l’altro in un tempo ridotto rispetto alle modalità classiche di relazionarsi. Il fatto che venga percepito come più semplice non significa che sempre accada, infatti rispetto ai giovani d’oggi spesso si parla di analfabetismo emozionale e sessuale, una non conoscenza del linguaggio delle emozioni. Il web in alcuni casi potrebbe rappresentare una valida strategia per scrivere, anche molto, ma senza in realtà comunicare davvero.
Un altro dato importante riscontrato è che le relazioni nate su internet possono essere un’anticipazione di un contatto che da virtuale diventa telefonico ed in seguito faccia a faccia.
Nell’ambito dell’esperienza nelle scuole secondarie di primo grado di Orbassano (TO) insieme alla dottoressa Katia D’Orta ho proprio raccolto testimonianze di questa realtà. Ai ragazzi ricordiamo sempre i rischi connessi ad una condotta di questo tipo e soprattutto invitiamo ad informare un adulto di riferimento prima di recarsi ad uno di questi incontri e di fare in modo di andarci in gruppo e in luogo pubblico.

Oggi sono sempre più diffusi i siti di incontri e molti studi riportano che un italiano su 4 si è iscritto ad uno di questi. Dagli amanti di penna, siamo passati oggi all’eros al computer, ai social network, alle e-mail, a nuove forme di comunicazione, più veloci ma forse meno romantiche che azzerano il tempo dell’attesa e dell’altro.
Spesso mi è capitato di trovarmi di fronte ad adolescenti e non solo, innamorati, sedotti ed abbandonati da “innamorati virtuali”, presenti solo in chat. 
Diversi programmi televisivi sono oggi incentrati su questo tema, la falsa identità, a volte inventata in parte o totalmente di persone con cui si è chattato per mesi e che poi improvvisamente, di fronte alla proposta di un incontro reale, spariscono.
E’ innegabile che Internet ed i suoi strumenti sono un’importante fonte di innovazione
L’immediatezza della comunicazione, delle connessioni, degli scambi lavorativi ed affettivi, la sensazione di esserci sempre anche a chilometri di distanza, conferisce alla comunicazione digitale, un valore aggiunto, assoluto, nuovo e di grande importanza ed utilità.

Tastiera e monitor: “strumento protettivo”

Sembra che il sentimento più antico del mondo oggi, abbia però bisogno di un monitor ed una confortevole distanza per far sentire a proprio agio.
Lo strumento informatico viene adoperato per instaurare una relazione amorosa e pare proprio che il pc serva come uno “strumento protettivo”, che tutela da un eventuale rischio emotivo dell’incontro con l’altro\a. 
La mancanza della fisicità del linguaggio on-line, in realtà crea quello che è stato definito un “autismo tecnologico”, una condizione di solitudine affettiva, di mancanza dell’incontro con l’altro.
Nell’epoca digitale, il messaggio, la e-mail, le chat, contribuiscono a creare la giusta distanza dal mondo dell’altro, ancora più del telefono, una sorta di via di mezzo tra “l’urgenza di esserci, di toccarsi, accarezzarsi, che caratterizza l’innamoramento e l’Amore e la rassicurazione di una possibile disponibilità affettiva”. 

Sembra che la tecnologia correlata all’Amore abbia una funzione di mediazione, tra il rischio emotivo dell’incontro amoroso e la mediazione virtuale.

I ragazzi oggi, si raccontano, parlano, s’innamorano mediante questi “oggetti tecnologici o mediatori” e ad incontro avvenuto, vivono sulla loro pelle la sgradevole sensazione di smarrimento, come se non sapessero più comunicare senza telefono, Facebook o pc…
Le emozioni ed i sentimenti, durante l’incontro reale con l’altro\a, rimangono intrappolate da un’incapacità emozionale e verbale, con una difficoltà estrema di espressione mediante altre modalità, come quelle verbali e gestuali.
Internet può rappresentare il precursore di un incontro, ma non può essere sostitutivo di una relazione reale, soprattutto di un amore reale. 
L’amore può adoperare la tecnologia per nascere, crescere e sintonizzarsi, ma dopo è necessario e funzionale procedere dal vivo attraverso una conoscenza reale che prende in considerazione tutti i nostri sensi, capace di stimolare le nostre emozioni, senza filtri e difese, può spaventare, ma questo è vivere, rischiare e mettersi in gioco a 360 gradi.

About Elisabetta Carnero

Psicologa mi occupo principalmente di counseling e sostegno psicologico per l’individuo, la coppia e la famiglia, con particolare attenzione alle tematiche adolescenziali. Nell’ambito della psicologia educativa e dello sviluppo, svolgo analisi ed interventi sul conflitto fra minore ed ambiente sociale ed educativo, prevenzione del disagio minorile ed adolescenziale, formazione sui principi fondamentali dell'educazione/apprendimento, valutazioni cognitive, interventi su problemi specifici di apprendimento, anche per ragazzi diversamente abili, diagnostica delle attitudini, motivazioni, interessi in funzione delle scelte scolastiche e professionali, consulenza per la predisposizione di piani educativi individualizzati e per interventi educativi, sia alla famiglia che agli insegnanti. Quattro termini che riassumono ciò di cui mi occupo sono prevenzione, relAzione, comunicAzione e trasformAzione, perché è l’Azione che fa il maestro ed è auspicabile che ognuno di noi diventi, nel corso dell’evoluzione, maestro di se stesso.

One thought on “Le relazioni digitali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *