16Apr/16
dipendenza da internet

Si fa presto a dire…dipendenza!

Ospitiamo su questo blog un articolo della Psicologa Sonia Bertinat.
Ho conosciuto Sonia prima in rete e solo successivamente di persona. Lo dico per testimoniare ancora una volta la bontà di questo strumento che è il web!
Il suo articolo ci parla di dipendenze…ma non vi svelo ulteriori dettagli perché voglio che leggiate con attenzione l’articolo.
Buona lettura
Katia D’Orta

Quando si parla di giovani e tecnologie la tendenza dell’occhio adulto è sempre quella di vederci l’eccesso ovvero l’eccessivo assorbimento dal mezzo tecnologico (computer, smartphone, console) o dall’attività (gioco, social, chat).

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20Mar/16
Amore sul web

Le relazioni digitali

L’introduzione dei nuovi media deve farci riflettere su un aspetto importante che riguarda gli adolescenti. In età giovanile il distacco dai genitori e l’avvicinamento al gruppo di coetanei avviene anche tramite i media. Gli adolescenti si servono dei media digitali per instaurare e curare le relazioni sociali. In quell’ambiente virtuale si presentano e si raccontano, ricevendo in cambio il feedback dei loro amici virtuali, che a volte, ma non sempre, sono anche amici reali.

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08Mar/16
merende per i genitori e non solo

Incontro di educazione digitale

La formatrice digitale Katia D’Orta sarà presente sabato 12 marzo dalle 15 alle 17.00 nei locali del Giardino d’Inverno, presso Villa Elisa – via Angrona 14 – Torre Pellice, con un incontro dal titolo “Dialogo sull’uso ed abuso dei nuovi media” nell’ambito di “MERENDE per genitori E NON SOLO”, un progetto relativo ad una serie di incontri per confrontarsi e condividere conoscenze su temi non solo famigliari.

Moderatore: Tullio Parise (AGV), interviene Susanna Raffone (insegnante)
L’incontro è gratuito

Si richiede la prenotazione al numero : 0121.91384

Per maggiori informazioni scarica la locandina

10Feb/16
Logo Niccolo Cusano

Radio Cusano Campus: cyberbullismo e sexting

Giovedì 11 febbraio 2016 Katia D’Orta sarà ospite di Radio Cusano Campus per trattare gli importanti temi relativi al sexting, al cyberbullismo e per parlare degli ultimi dati rilasciati in occasione del Safer Internet Day.

L’intervento è previsto durante #genitorisidiventa, il programma di Radio Cusano Campus condotto da Annalisa Colavito, dedicato alla genitorialità a tutto tondo: pedagogia, psicologia, libri, eventi ed associazioni per raccontare ogni giorno l’universo di figli e genitori.

L’appuntamento è alle 11.00 in diretta sugli 89.100 FM  a Roma e nel Lazio oppure in streaming sul sito www.radiocusanocampus.it

Per intervenire in diretta il contatto è 06.61.522.390 o per gli SMS

 

 

22Dic/15
teatro per gli adolescenti

Adolescenti, teatro e social network. Contaminazione feconda

Le luci della sala si spengono. Cala il silenzio.

Sale la tensione e…una voce, un corpo e lo spettacolo ha inizio.

E’ teatro. E’ vita.

Tutti i giorni, i nostri adolescenti si svegliano, fanno colazione, si vestono, accendono il loro smartphone (ipotesi ottimistica) o gli danno il primo sguardo della giornata (ipotesi più realistica in quanto lo smartphone di un adolescente si accende una volta sola per non spegnersi mai più).

Stop.

Rewind.

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19Dic/15
teenager

Adolescenti e cyberbullismo

 E' con grande piacere che ospito su questo blog  il dott. Roberto Salvato, pedagostista e amico con cui condivido la volontà di divulgare l'educazione digitale.
Spero che le sue considerazioni possano farvi riflettere sull'importanza del ruolo genitoriale nell'era digitale. Adolescenti e cyberbullismo, due parole che ultimamente vanno troppo spesso a braccetto. Buona lettura. Katia 

Condivido la mia riflessione nata dopo l’incontro tenuto insieme alla D.ssa D’Orta sul tema caldo della sicurezza del web e del cyberbullismo in età adolescenziale.

Una doverosa premessa; troppo spesso releghiamo le dinamiche “cyberbulle” ai soli adolescenti quando, per amor di verità devo ammettere che tali comportamenti abitano le case di adolescenti anche un po’ più cresciutelli.

Non voglio sembrare troppo tranchant ma credo che il discorso intorno al cyberbullismo si innesti su quella che amo definire la pedagogia del corpo. Il corpo, il nostro corpo è la vittima . Sembra quasi un paradosso ma un canale come il web, in apparenza fortemente de-corporalizzato, ci richiama con prepotenza alla nostra natura corporea. Noi siamo il nostro corpo, ogni adolescente è il proprio corpo.

Il corpo taciuto, abusato, curato, maltrattato. Il corpo nascosto, il corpo sovraesposto.  Il corpo amato e protetto, il corpo dato in pasto al web. Il corpo svenduto e sminuito, offeso e preso in giro.

Le dinamiche adolescenziali più che mai sono un grido d’esistenza di un corpo che scopre le proprie potenzialità. Un corpo che diventa capace di generare altri corpi; un rito di passaggio che molte culture celebrano e che il nostro “occidente evoluto” sembra voler nascondere o tacere da un lato e/o ostentare dall’altro in una danza isterica.

Il corpo adolescente o tardo infantile che diventa bersaglio del bullo/a. Dove l’adolescente non ha più un nome proprio ma diventa il “ciccione”, l’anoressica, il brufoloso, il puzzone, la “culona”…tutti   post-it appiccicati dietro la schiena che si tramutano in risa di scherno. Senza ipocrisia possiamo dire che  tutti in età adolescenziale siamo stati vittime e/o carnefici , tutti abbiamo preso in giro e siamo stati presi in giro. La differenza è che oggi , tramite il web è come se quello sfottò fosse gridato al mondo intero. Una volta ci si poteva permettere di cambiare “compagnia” e ripartire da zero poiché nessuno ci conosceva e potevamo offrire l’immagine di noi che volevamo. Oggi staccarsi un etichetta diventa sempre più difficile, e a volte il peso diventa insopportabile per i nostri adolescenti che ancora non possiedono la struttura psichica per reggere. L’adolescenza  è l’età del “io-in-formazione ” cullato dal “noi” (il gruppo dei pari). E se l’io debole viene offeso dal “noi” le conseguenze possono essere a volte anche disastrose e deleterie. Cosa possiamo fare dunque come adulti, come genitori, come educatori? La risposta è semplice: esserci.

Esserci con i nostri corpi, esserci come rete sociale. Esserci senza invadere.

I nostri adolescenti ce lo chiedono, anche se non direttamente.  E non ci chiedono emoticon, né manine su Whatsapp, non ci chiedono like su facebook ne abbracci virtuali. Ci implorano di dargli quello di cui hanno bisogno: modelli, possibili adultità di riferimento, esempi da seguire o da cui affrancarsi se lo vorranno, alberi sotto i quali ripararsi e trovare ristoro. E abbracci, rimproveri, pacche sulla spalla. Non dimentichiamoci la nostra adolescenza per dare il giusto rispetto a quella dei nostri figli.

Il web è un mezzo, è uno spazio di esperimento abitato dai nostri ragazzi: che ci piaccia o meno.

Di fronte a queste acque ignote , in cui i nostri ragazzi nuotano, possiamo decidere se fare come la volpe con l’uva o se studiare le carte nautiche fino all’inevitabile scelta: nuotare insieme a loro.